Spostarsi con una famiglia numerosa è una sfida. Se poi aggiungiamo un amico a quattro zampe, ci sono tutti gli ingredienti per una vacanza roccambolesca.
Iago, il nostro labrador, è abituato a stare all’aperto, ad entrare e uscire di casa come meglio crede, a correre libero nei prati. Durante i giorni trascorsi a Torino (nell’appartamento di mia mamma in pieno centro) abbiamo pensato, per il suo bene, di affidarlo ad una nostra amica che ha una bella casa con giardino.
Risultato: non appena lei è uscita di casa, Iago si è messo ad abbaiare. Ha continuato per ore, al punto che i vicini hanno addirittura chiamato i vigili.
Sapendo che avremmo trascorso i mesi di luglio e agosto in un appartamento mi sono allarmata al pensiero di non poterlo mai lasciare da solo in casa.
Ho cercato una soluzione alternativa ma i giorni passavano e Iago ci teneva tutti in ostaggio. Dovevamo darci il cambio per stare a casa con lui ed evitare di importunare i vicini. Per non essere di ulteriore disturbo alle persone che ci stavano gentilmente aiutando, ho deciso di partire. Ho preso i bambini e il cane e ho raggiunto mio marito, che si trovava già nell’appartamento al mare nel quale avremmo trascorso le vacanze.
Dopo un viaggio memorabile, siamo arrivati a destinazione. Un bell’appartamentino con un piccolo terrazzo affacciato sul mare. Niente male per le vacanze ma… l’idea di guardare il mare solo dal balcone non mi allettava affatto. Quella di uscire sempre con tre bambini ed un cane al seguito ancora meno. Abbiamo deciso che avremmo cercato una pensione per Iago nelle vicinanze, in modo da poterlo tenere con noi almeno durante il fine settimana.
La mattina dopo abbiamo fatto un tentativo: siamo usciti e lo abbiamo lasciato solo in casa. Siamo rimasti dietro la porta per vedere come avrebbe reagito. Niente. Allora siamo scesi al piano terra. Niente. Siamo andati a comprare il pane. Niente.
Morale della favola: Iago è rimasto con noi, sta solo in casa un paio d’ore al mattino e un po’ di più al pomeriggio, e non ha mai abbaiato. Neanche una volta.
Ci voleva tanto a capire che gli mancavamo noi?




