Non è durata molto questa vita, giusto il tempo di accorgermi di quell’allergia di cui soffrivo: allergia all’intruppamento aziendale, credo si chiami così. A venticinque anni mi sono messa per conto mio a fare ‘intrapresa’ come direbbe qualcuno.

Ultimamente mi sono ritrovata a pensare a quando lavoravo in azienda, e la cosa strana è che il pensiero mi si è palesato a una festa scolastica. Strano, direte voi, ma così è. I bambini intruppati nelle feste con animazione, tipo villaggio vacanze, mi ricordano tanto lo stile aziendale. I bambini che hanno la settimana cadenzata da orari, impegni senza un attimo di tregua, mi ricordano il cartellino da timbrare: il contrario della spensieratezza infantile.

Vengono preparati a intrupparsi quando saranno grandi, e cresciuti con questi orari, si abituano a non avere mai un attimo di tempo libero e, ciò che è peggio, a non desiderarlo neanche. Il bambino impegnato è sicuramente più comodo da gestire, non ha tempo di pensare, non fa troppe domande, come un soldatino si presenta a lezione di nuoto/inglese/calcio/basket. Per crollare stravolto a sera all’ora stabilita. E il weekend viene portato ad altri tour de force per stremarlo e riempire i vuoti che si potrebbero creare nella giornata.

Forse è ora che anche i nostri bambini facciano downshifting, per tornare a fare una sana vita di infanzia, piena di noie e di ‘Mamma, non so cosa fareee!‘.

Commenti

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  1. Claudia-cipi scrive:

    Concordo!
    Peccato che io timbri ancora il cartellino.
    Alle 8 di mattina, per staccare alle 18.30 quando va bene.
    E nonostante questo i soldini non bastano mai… quando capirò dove sbaglio magari riesco anche a correggere il tiro.

  2. itmom scrive:

    be’, però almeno i figli non obblighiamoli ai nostri ritmi ora, avranno tutto il tempo quando dovranno lavorare…

  3. Mammafelice scrive:

    Sono totalmente d’accordo con Costanza: è molto ‘comodo’ impegnare le giornate dei bambini in modo che non possano pensare, rompere, chiedere, stancarci… Secondo me i bimbi hanno bisogno di NOIA, di tempo LIBERO, di pomeriggi in cui l’unico pensiero sia quello di giocare, giocare, giocare.

    E non sono nemmeno convinta dell’importanza dello sport: che senso ha chiudersi in piscina, se si può giocare tutti i giorni all’aria aperta? Certo, stare all’aria aperta è faticoso per noi: in piscina, invece, tu chiacchieri con le altre mamme mentre tuo figlio nuota. E poi corri ad asciugarlo, lavarlo, vestirlo… e tutta la corsa ricomincia.

    E credo anche che i bambini non dovrebbero conoscere le nostre fatiche. Che non debbano venire a sapere quanto ci costa fatica timbrare il cartellino, o quanto poco guadagnamo, o quali sono le nostre preoccupazioni… Credo davvero che i bambini debbano vivere in un mondo ‘fatato’, e quando mi sento dire che prima o poi devono farsi le ossa, e tanto vale che conoscano da subito i guai della vita, rabbrividisco.

    Secondo me la fiducia in se stessi, da grandi, dipende da quanta più felicità hai incamerato da piccolo: se non hai mai avuto paura, e sei quindi forte, sarà più facile affrontare la durezza della vita. E, se non sarà facile, per lo meno potrai dire di aver comunque avuto un’infanzia felice. ;)

  4. itmom scrive:

    un’infanzia felice in cui rifugiarti con il pensiero nei momenti difficili, concordo mammafelice.

    le ossa se le fanno, secondo me, con la sicurezza, la fiducia e la serenità che ricevono da noi, non solo arrivando primi o ultimi nelle gare sportive, o prendendo il più bel voto della classe. va bene anche quello, ma in giusta dose.

    facile a dirsi, la nostra vita quotidiana non è sempre rosea, ma filtrare un po’ la realtà finché son piccoli è sacrosanto, altrimenti perché ci danniamo tanto a far loro vedere solo alcuni programmi in tivù o non facendogliela vedere affatto, a leggere libri adatti alla loro età, a scegliere giochi giusti ed educativi se poi da noi ricevono negatività e stress?

  5. elisa scrive:

    Stracondivido ciò che scrivi.
    Per questo oggi, al ritorno dal lavoro, andrò a prendere mia figlia a scuola e a perdere un po’ di tempo con lei.
    Ciao!

  6. angela scrive:

    Io timbro il cartellino ancora oggi, anche se lavoro part time ed ho sempre cercato di farlo a misura della mia vita di mamma…Per me lo sport è importante, non il troppo ovviamente, ma uno sport serve, aiuta i ragazzi a crescere sani, ad imparare a stare con gli altri…la noia ci sta ogni tanto, ma non sempre …ed ovviamente quando il tempo è bello il parco è d’obbligo, per loro fa bene anche l’aria aperta…purtroppo la ns. vita è scandita da orari, che lo vogliamo o no!!

  7. itmom scrive:

    angela, la vita è scandita da orari, ma io cerco in tutti i modi di evitare di crescere dei soldatini, non credo nell’organizzazione del tempo in maniera da contabile, soprattutto quello dei propri figli. gli sport vanno benissimo ma non devono diventare un’ossessione, come troppi fanno: allenamenti, partite, tornei e campionati che condizionano la vita scolastica e anche la vita familiare.

    ma come in tutto ogni mamma ha il diritto di scegliere quel che crede meglio, io la penso così.

  8. angela scrive:

    Purtroppo quando i figli vanno a scuola gli orari ci sono e vanno rispettati, certo anche io non concordo con te che non si deve avere un’agenda troppo fitta per gli impegni extra scolastici . Ripeto anche se quando esco dall’ufficio avrei mille cose da fare preferisco portare i miei figli a divertirsi, a correre all’aria aperta piuttosto che fare altro, ma sono poche le mamme che lo fanno, è più comodo farli stare a casa davanti alla tv o alla play station…

  9. ITmom scrive:

    concordo angela, mi rendo conto che stare in ufficio tutto il giorno e poi dedicarsi ai figli non ti lascia spazio per le duemila cose che si hanno da fare per l’organizzazione familiare di tutti i giorni. è un sistema sociale davvero impegnativo, e credo che i genitori siano i più penalizzati da questi ritmi: trascorrono anni della loro vita a dividersi e vivere di corsa.

  10. Sharp scrive:

    Sono una delle tante mamme che timbra il cartellino, pur non avendo il part time ho ottenuto un orario differenziato che mi permette di accompagnare ed andare a riprendere i miei 2 bimbi a scuola.
    Poi se è bel tempo li porto al parco a giocare e in inverno 2 volte a settimana a ginnastica. Poi si torna a casa e resta solo il tempo per un bagnetto, una cena non sontuosa (non ho mai tempo per preparare prelibatezze…), un cartone e poi favola e ninne…. e ovviamente niente tempo per me, perchè è già domani!
    Ma va bene così, purchè loro crescano felici!

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